Studi
MacDowell 1990, pp. 230-231; Pickard-Cambridge 1996, pp. 82-83.
[Εὐήγορος εἶπεν· ὅταν ἡ πομπὴ ᾖ τῷ Διονύσῳ ἐν Πειραιεῖ καὶ οἱ κωμῳδοὶ καὶ οἱ τραγῳδοί, καὶ <ἡ> ἐπὶ Ληναίῳ πομπὴ καὶ οἱ τραγῳδοὶ καὶ οἱ κωμῳδοί, καὶ τοῖς ἐν ἄστει Διονυσίοις ἡ πομπὴ καὶ οἱ παῖδες καὶ ὁ κῶμος καὶ οἱ κωμῳδοὶ καὶ οἱ τραγῳδοί, καὶ Θαργηλίων τῇ πομπῇ καὶ τῷ ἀγῶνι, μὴ ἐξεῖναι μήτε ἐνεχυράσαι μήτε λαμβάνειν ἕτερον ἑτέρου, μηδὲ τῶν ὑπερημέρων, ἐν ταύταις ταῖς ἡμέραις. ἐὰν δέ τις τούτων τι παραβαίνῃ, ὑπόδικος ἔστω τῷ παθόντι, καὶ προβολαὶ αὐτοῦ ἔστωσαν ἐν τῇ ἐκκλησίᾳ τῇ ἐν Διονύσου ὡς ἀδικοῦντος, καθὰ περὶ τῶν ἄλλων τῶν ἀδικούντων γέγραπται.]
Traduzione
[Ecco ciò che ha proposto Evegoro: <<Quando ha luogo la processione in onore di Dioniso al Pireo (con attori comici e tragici) o la processione durante le Lenee (con attori comici e tragici) oppure la processione delle Dionisie nella città e anche in occasione della processione e delle gare delle Targelie, non è lecito in quei giorni né procedere a pignoramenti né confiscare la proprietà del debitore, neppure se è moroso. Chiunque violi qualcuna di queste norme sarà perseguibile dalla parte lesa e un’accusa preliminare dovrà essere mossa contro di lui, come colpevole di reato, nell’assemblea in seduta nel teatro di Dioniso, così come è previsto nel caso di altri contravventori>>]
(Trad. Maspero)