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Categoria: Testimonianze epigrafiche

(280 a.C. ca)

Epidauro, tempio di Asclepio.

 

Edizioni

IG IV², 1 128.

 

Studi

Wilamowitz 1967, pp. 4-29; Furley 2001, pp. 180-192; Melfi 2007, pp. 51-54; Perlmann 2000, p. 93; Sève 1993, p. 324.

 

Ἴσυλλος Σωκράτευς Ἐπιδαύριος ἀνέθηκε

Ἀπόλλωνι Μαλεάται καὶ Ἀσκλαπιῶι.

(I) δᾶμος εἰς ἀριστοκρατίαν ἄνδρας αἰ προάγοι καλῶς,

αὐτὸς ἰσχυρότερος· ὀρθοῦται γὰρ ἐξ ἀνδραγαθίας.

5     αἰ δέ τις καλῶς προαχθεὶς θιγγάνοι πονηρίας

πάλιν ἐπαγκρούων, κολάζων δᾶμος ἀσφαλέστερος.

omissis

10 (II) τόνδ’ ἱαρὸν θείαι μοίραι νόμον ηὗρεν Ἴσυλλος

ἄφθιτον ἀέναον γέρας ἀθανάτοισι θεοῖσιν,

καί νιν ἅπας δᾶμος θεθμὸν θέτο πατρίδος ἀμᾶς,

χεῖρας ἀνασχόντες μακάρεσσιν ἐς οὐρανὸν εὐρύ[ν]·

οἵ κεν ἀριστεύωσι πόληος τᾶσδ’ Ἐπιδαύρου,

15   λέξασθαί τε ἄνδρας καὶ ἐπαγγεῖλαι κατὰ φυλάς,

οἷς πολιοῦχος ὑπὸ στέρνοις ἀρετά τε καὶ αἰδώς,

τοῖσιν ἐπαγγέλλεν καὶ πομπεύεν σφε κομῶντας

Φοίβωι ἄνακτι υἱῶι τε Ἀσκλαπιῶι ἰατῆρι

εἵμασιν ἐν λευκοῖσι, δάφνας στεφάνοις ποτ’ Ἀπόλλω,

20   ποὶ δ’ Ἀσκλαπιὸν ἔρνεσι ἐλαίας ἡμεροφύλλου

ἁγνῶς πομπεύειν καὶ ἐπεύχεσθαι πολιάταις

πᾶσιν ἀεὶ διδόμεν τέκνοις τ’ ἐρατὰν ὑγίειαν,

τὰν καλοκαγαθίαν τ’ Ἐπιδαυροῖ ἀεὶ ῥέπεν ἀνδρῶν

εὐνομίαν τε καὶ εἰράναν καὶ πλοῦτον ἀμεμφῆ,

25  ὥραις ἐξ ὡρᾶν νόμον ἀεὶ τόνδε σέβοντας·

οὕτω τοί κ’ ἀμῶν περιφείδοιτ’ εὐρύοπα Ζεύς.

omissis

 

Traduzione

Isillo, figlio di Socrate, epidaurio, ha dedicato (questa iscrizione) ad Apollo Maleata ed Asclepio. Se il demos educa bene gli uomini all’aristocrazia, diventa più forte: si eleva, infatti, grazie alla virile virtù; se invece chi è stato bene educato sceglie la via sbagliata, ricadendo nello stato primitivo, il demos si rende più sicuro nel castigarlo.

omissis

Isillo ha composto questo regolamento sacro ispirato dalle Moire divine, come offerta incorruttibile ed eterna per gli dei immortali, e tutto il popolo l’ha stabilita come una legge della nostra patria, alzando le mani agli dei verso l’ampio cielo: che gli uomini migliori di questa città di Epidauro vengano scelti e raccolti per tribù, e a quanti di essi abbiano in cuore virtù e rispetto per la loro città, si ordini di condurre una processione per Phoibos, il signore, ed il figlio Asclepio, il medico, con vesti bianche e capelli sciolti; che procedano verso Apollo con corone di alloro e verso Asclepio con rametti di foglie di olivo; che li preghino affinché garantiscano per sempre a tutti i cittadini ed ai loro figli buona salute, buona legislazione, pace e ricchezza senza biasimo; inoltre (affinché garantiscano che) la virtù prevalga sempre tra gli uomini di Epidauro, onorando il rituale sempre, di stagione in stagione. In questo modo Zeus onniveggente può risparmiare le nostre vite.

                                                                                                           

(trad. Melfi)