Studi
Gaspar 1907, p. 789; Sordi 1958, pp. 59 ss. e 161 ss.; Angeli Bernardini1995a, pp. 623-264; Suarez De La Torre 1997, pp. 153-176; Mari 1999, pp. 106-107; Sánchez 2001, p. 164; Sordi 2002, p. 215; Sordi 2004, pp. 113-114.
παρήγγειλε δὲ καὶ ὡς στρατευσομένοις εἰς τὸν περὶτ ὰ Πύθια χρόνον Θετταλοῖς παρασκευάζεσθαι· διενοεῖτο γάρ, ὡς ἔφασαν, καὶ τὴν πανήγυριν τῷ θεῷ καὶ τοὺς ἀγῶνας αὐτὸς διατιθέναι. Περὶ μέντοι τῶν ἱερῶν χρημάτων ὅπως μὲν διενοεῖτο ἔτι καὶ νῦν ἄδηλον· λέγεται δὲ ἐπερομένων τῶν Δελφῶν τί χρὴποιεῖν, ἐὰν λαμβάνῃ τῶν τοῦ θεοῦ χρημάτων, ἀποκρίνασθαι τὸν θεὸν ὅτι αὐτῷ μελήσει.
Traduzione
(Giasone di Fere) ordinò ai Tessali di prepararsi come per fare una spedizione nel periodo dei Pythia: progettava di organizzare personalmente, infatti, come dicevano, sia la festa per il dio che gli agoni. Riguardo poi ai tesori sacri, ancora oggi non è chiaro cosa avesse in mente. Si dice però che quando i Delfici interrogarono l’oracolo per sapere cosa bisognasse fare, qualora Giasone si fosse impadronito delle ricchezze del dio, il dio rispose che se ne sarebbe occupato lui stesso.