79 d.C.

Epigrafe incisa su un monumento molto più antico: la base di un donario offerto dai Messeni ad Apollo poco dopo il 426/5 a.C. Sono vistosi gli apici a coda di rondine usati come elementi divisorî.

 

 

Edizioni

 

SGDI 2730; Syll.3 817; FD III 4, 34; McCrum-Woodhead 1961, p. 487; Guarducci 1969, pp. 56-57, n. 7; *Guarducci 1987, pp. 127-128, n. 4; Jacquemin-Mulliez-Rougemont 2012, n° 287.

 

 

 

Studi

Guarducci 1969, pp. 56-57; Guarducci 1987, pp. 127-128; Danker 1982, n° 9; Stephanes 1988, n° 906; Jacquemin-Mulliez-Rougemont 2012, p. 471.

 

 

θεός. Τύχαι ἀγαθᾷ.

 

Δελφοὶ ἔδωκαν Μ. Τουρρανίῳ Ἑρμονείκῳ Που-

 

τιολανῷ, κιθαρῳδῷ, νεικήσαντι Πύθια ἐνδόξως,

 

πολειτείαν, αὐτῷ καὶ ἐκγόνοις, προμαντείαν, προ-

 

5     ξενίαν, προδικίαν, ἀσυλίαν, προεδρίαν, ἀτέλειαν, γᾶς

 

καὶ οἰκίας ἔνκτησιν, καὶ τἆλλα τείμια ὅσα τοῖς κα-

 

λοῖς κἀγαθοῖς ἀνδράσιν δίδοται. ἄρχοντος Τίτου

 

Καίσαρος Σεβαστοῦ, βουλευόντων Ἀγάθωνος κα[]

 

Ἀντιγόνου.

 

 

 

Traduzione

 

Dio. Con buona fortuna. I Delfici donarono a M. Tourranios Ermonikos di Pozzuoli, citarodo, che vinse in modo glorioso i Pythia, la cittadinanza, a lui e ai figli, la promanteia, la prossenia, il privilegio di essere giudicato prima, l’inviolabilità, la proedria, l’esenzione dalle tasse, il possesso di una terra e di una casa, e gli tutti gli altri privilegi che si concedono agli uomini nobili. Al tempo dell’arconte Tito Cesare Augusto, e dei consiglieri Agatone e Antigono.