II/III sec. d.C.

Ampia stele di marmo bianco riutilizzata nella pavimentazione della strada che conduce, entrando dalla Porta Nord, alla fortezza di Hexamilion, ad est del tempio di Poseidone sull’Istmo di Corinto. La stele, scoperta nel 1883 da Morceaux, fu riconosciuta per quello che rappresentava da Clement nel 1969, durante gli scavi condotti presso il santuario di Poseidone dall’Università della California.

Il mezzobusto dell’auleta è collocato in una cornice architettonica, un frontone con acroterio su architrave supportato da pilastri muniti di capitello. L’uomo tiene nella mano sinistra un doppio aulos e in quella destra quattro sfere, identificabili con molta probabilità con le piccole mele utilizzate in epoca tarda come premio ai Pythia delfici. Sulla sua tunica sono visibili due pannelli figurati: il primo è occupato da un uomo, in piedi, che sorregge due colonne ioniche e che ha il gomito sinistro appoggiato ad un frontone, mentre la mano destra è distesa, come a reggere un bastone. L’altro uomo ha nella mano destra una clava o un bastone.

Sulla stele sono rappresentati diciassette corone e due scudi: due scudi e una corona nel timpano e due corone ai lati di esso; due accanto al capo dell’auleta, dodici (in quattro file da tre) sotto il busto dello stesso. Solo le corone ai lati del capo dell’auleta mancano d’iscrizione.

 

 

Edizioni

Michaud 1970, p. 949; *Clement 1974, p. 37; SEGXXIX, 340; Stephanes 1988, p. 270, n° 1480; Moretti 1991, p. 183; Lattimore 1996, pp. 34-37 n° 87; Vendries 1999a, pp. 279-280; Strasser 2006, p. 314.

 

 

Studi

Michaud 1970, pp. 946-949; Bull. Épigr. 1971, p. 346, n° 308; Clement 1974, pp. 36-39; SEGXXIX, 340; Stephanes 1981, pp. 397-402 (SEG XXXI, 293); Moretti 1991, pp. 182-187 (SEGXLI, 1750); Rizakis 1998, p. 381, n. 705; SEG XLVI, 342; Vendries 1999a, pp. 279-285 (SEG XLIX, 344); Bélis 1999, p. 151; Strasser 2006, pp. 314-316.

 

 

 

Sull’architrave: Λ. Κορνήλιος Κόρινθος Κορίνθιος (hedera)

πυθαύλης, περιοδονείκης, νεικήσας τὴν πε̣ρ̣ί-

οδον νεικήσας δὲ τὴν ἐξ Ἄργους Ἀσπίδα ἑνὶ νόμῳ, τῶν ἀνταγω-

νιστῶν δυσὶ νόμοις εὐληκότων (hedera)ἀνέθηκαν δύο υἱοὶ ∙Λ ∙ Λ ∙

Κορνήλιοι Σαβεῖνος πυθαύλης καὶ Κόρινθος χοραύλης.

A sinistra del timpano:Ἴσθμι|α

A destra del timpano: Νέ|μεια

Nel timpano, al centro: Πύ|θια

Nel timpano, a sinistra: τὴν| ἐξ Ἄργου Ἀσπίδα

Nel timpano, a destra:τὴν| ἐξ Ἄργου Ἀσπίδα

Sotto l’immagine di Korinthos, i nomi di undici agoni scritti in altrettante corone:

Ἄκτια | Δ, Νέαν | Πόλιν | Β, Καισάρει|α ἐν Κο|ρίνθῳ |Η,||

ἐν Πά|τραις | Β, ἐν Λα|κεδαί|μονι | Β, ἐν Χαλ|κίδι|  Β,||

τὴν ἐξ| Ἄργους | Ἀσπίδα | Β, Πανα|θήναια, ἐν Δημη|τριάδι | Α,||

ἐν Λαρείσῃ | Β, ἐν Ἀσίᾳ | Δ

 

 

Traduzione

Sull’architrave: L. Cornelio Korinthos di Corinto (edera) pythaules, (che fu) periodonikes, in quanto vinse la periodos, e che vinse lo Scudo di Argo con un solo nomos, mentre gli avversari si esibirono con l’aulos in due nomoi. Dedicarono (la stele) i due figli L(ucio) Cornelio Sabeinos, pythaules, e L(ucio) Cornelio Korinthos, choraules.

A sinistra del timpano: Isthmia

A destra del timpano: Nemeia

Nel timpano, al centro: Pythia

Nel timpano, a sinistra: lo Scudo di Argo

Nel timpano, a destra: lo Scudo di Argo

Sotto l’immagine di Korinthos, i nomi di undici agoni scritti in altrettante corone:

gli Actia quattro volte, a Napoli due volte, i Kaisareia a Corinto otto volte, a Patrasso, a Sparta due volte, a Chalkis due volte, lo Scudo di Argo due volte, i Panathenaia, a Demetriade una volta, a Larissa due volte, in Asia quattro.