Studi
Lafaye 1883; Ringwood-Arnold 1960; Robert 1970b; Clavel-Lévêque 1984; Cavallaro 1984; Weber 1986; Bélis 1989; Caldelli 1993.
Instituit et quinquennale certamen primus omnium Romae more Graeco triplex, musicum gymnicum equestre, quod appellavit Neronia; dedicatisque thermis atque gymnasio senatui quoque et equiti oleum praebuit. Magistros toto certamini praeposuit consulares sorte, sede praetorum. Deinde in orchestram senatumque descendit et orationis quidem carminisque Latini coronam, de qua honestissimus quisque contenderat, ipsorum consensu concessam sibi recepit, citharae autem a iudicibus ad se delatam adoravit ferrique ad Augusti statuam iussit. Gymnico, quod in Saeptis edebat, inter buthysiae apparatum barbam primam posuit conditamque in auream pyxidem et pretiosissimis margaritis adornatam Capitolio consecravit. Ad athletarum spectaculum invitauit et uirgines Vestales, quia Olympiae quoque Cereris sacerdotibus spectare conceditur.
Traduzione
Istituì anche, novità assoluta per Roma, un certame quinquennale, diviso in tre ordini di concorsi, alla maniera greca: musicale, di atletica ed equestre, e lo chiamò Neronia; dopo l'inaugurazione delle terme e del ginnasio, fornì l'olio anche ai senatori e ai cavalieri. Affidò la direzione generale del certame a ex consoli estratti a sorte, che sedevano al posto dei pretori. Poi scese nell'orchestra, tra i senatori, e accettò di prendere la corona di eloquenza e di poesia latina, per la quale avevano gareggiato tutti i rispettabili cittadini e di cui furono essi stessi a riconoscerlo unanimemente meritevole; davanti alla corona del concorso di cithara, invece, che gli era stata conferita dai giudici, si prosternò, e la fece portare ai piedi della statua di Augusto.
Durante la gara di atletica, che egli faceva tenere nel Saepta, nel solenne contesto di un'ecatombe, si tagliò per la prima volta la barba, che racchiuse in un cofanetto d'oro adorno di perle preziosissime e consacrò al Campidoglio. A vedere le gare degli atleti invitò pure le vergini Vestali, perché anche ad Olimpia alle sacerdotesse di Cerere è permesso assistere allo spettacolo.
(trad. di Italo Lana)
