(Seconda metà del II sec. d.C.)
Stele di marmo bianco, con margini incisi, composta da sei frammenti. L’alloggio di un falcetto è scavato nel centro della porzione superiore. Distici elegiaci.
Edizioni
BSA XIII, p. 196,63; XV p. 106; IG V 1, 258; AO 8
1 [Ἴαμος (?) Ὀρθεί]η̣ι̣ δρεπά̣ν[ην]
τὰ κελ]ο̣ῖ̣α̣ κ̣ρ̣α̣τή̣σα̣[ς] |
[χώρ]ω̣ι ἐν ἠγαθέωι
[θῆκ]εν ὅμηρα λαβών. |
5 συνστ̣έ̣φ̣ο̣μ̣αι δάφνηι
σολοειδεῖ το̣ῖσι β̣ο̣α̣γ̣ο̣ῖ̣ς̣ |
Τεισαμενῶι Σ̣[⏑⏑–]
π̣α̣ισὶν ἀριστ[οτό]κ̣οι[ς]· |
[αὐτὸ]ς̣ δ̣’ ἐκ πάν[τ]ω̣ν συν-
10 [εφήβων ε]ἷλ̣ον̣ [ἄ]εθλον |
_ _ _ _ _ _ ο̣ι̣ς̣ σ̣ ..
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Traduzione
Iamos ad Orthia, avendo conseguito un successo nei keloia,
in un luogo sacro, un falcetto dedicò, avendolo preso in pegno.
Sono incoronato con alloro a forma di cupola, insieme ai “capimandria”,
a Tisamenos e ... ragazzi di nobili origini.
Proprio io tra tutti i compagni di efebia ho conquistato il premio.
...