Studi
Reisch 1885, p. 7; Bilinski 1988, p. 83; Manieri 2004, p. 144; Manieri 2005, p. 126; Manieri 2009a, pp. 23-24.
τὴν Πυθὼ καὶ τὴν Ὀλυμπίαν ἐπεσκέφθαι σέ φασιν, Ἀπολλώνιε, τουτὶ γὰρ ἀπήγγειλεν ἐνταῦθα καὶ Στρατοκλῆς ὁ Φάριος ἐντετυχηκέναι σοι φάσκων ἐκεῖ, καὶ τὴν μὲν Πυθὼ τοὺς ἐς αὐτὴν ἥκοντας αὐλῷ τε παραπέμπειν καὶ ᾠ δαῖς καὶ ψάλσει, κωμῳδίας τε καὶ τραγῳδίας ἀξιοῦν, εἶτα τὴν ἀγωνίαν παρέχειν τὴν γυμνὴν ὀψὲ τούτων, τὴν δὲ Ὀλυμπίαν τὰ μὲν τοιαῦτα ἐξελεῖν ὡς ἀνάρμοστα καὶ οὐ χρηστὰ ἐκεῖ, παρέχεσθαι δὲ τοῖς ἐς αὐτὴν ἰοῦσιν ἀθλητὰς γυμνούς, Ἡρακλέους ταῦτα ξυνθέντος·
Traduzione
Si dice che tu, Apollonio, abbia visitato Pito e Olimpia; così infatti raccontò qui anche Stratokles di Pharos, che sosteneva di averti incontrato lì, e diceva che mentre Pito accompagna i suoi visitatori con il suono dell’aulos, con canti e col suono della cetra, e che li onora con commedie e tragedie, e poi dopo di ciò offre l’agone degli atleti nudi, Olimpia, invece, esclude simili manifestazioni come inadatte e non opportune in quel luogo, e a coloro che giungano lì, offre subito gli agoni degli atleti nudi, come stabilì Eracle.
