Studi
Severyns 1938, II pp. 44, 136-137 e 160 ss.; Comotti 1980, pp. 36 ss.; Gostoli 1990, pp. 108-109; Rutherford 1995, pp. 354-361; Power 2010, p. 205.
ὁ μέντοι νόμος γράφεται μὲν εἰς Ἀπόλλωνα, ἔχει δὲ καὶ τὴν ἐπωνυμίαν ἀπ’αὐτοῦ· νόμιμος γὰρ ὁ Ἀπόλλων, Νόμιμος δὲ ἐκλήθη ὅτι τῶν ἀρχαίων χοροὺς ἱστάντων καὶ πρὸς αὐλὸν ἢ λύραν ᾀδόντων τὸν νόμον, Χρυσόθεμις ὁ Κρὴς πρῶτος στολῇ χρησάμενος ἐκπρεπεῖ καὶ κιθάραν ἀναλαβὼν εἰς μίμησιν τοῦ Ἀπόλλωνος μόνος ᾖσε νόμον, εὐδοκιμήσαντος δὲ αὐτοῦ διαμένει ὁ τρόπος τοῦ ἀγωνίσματος· δοκεῖ δὲ Τέρπανδρος μὲν πρῶτος τελειῶσαι τὸν νόμον, ἡρῴῳ μέτρῳ χρησάμενος, ἔπειτα Ἀρίων ὁ Μηθυμναῖος οὐκ ὀλίγα συναυξῆσαι, αὐτὸς καὶ ποιητὴς καὶ κιθαρῳδὸς γενόμενος. Φρῦνις δὲ ὁ Μιτυληναῖος ἐκαινοτόμησεν αὐτόν· τότε γὰρ ἑξάμετρον τῷ λελυμένῳ συνῆψε καὶ χορδαῖς τῶν ζʹ πλείοσιν ἐχρήσατο. Τιμόθεος δὲ ὕστερον εἰς τὴν νῦν αὐτὸν ἤγαγε τάξιν.
Traduzione
Il nomos, dunque, è scritto per Apollo, ma trae anche la (sua) denominazione da quello: infatti Apollo è Nomimos, ed è stato chiamato Nomimos, perché mentre gli antichi istituirono cori e cantarono il nomos al suono dell’aulos o della lira, Crisotemi di Creta avendo indossato per primo una veste splendida, presa la cetra ad imitazione di Apollo, cantò il nomos da solo, e poiché fu stimato, il tipo di gara perdura; e sembra che Terpandro per primo avesse realizzato il nomos, servendosi del verso epico, e che poi Arione di Metimna abbia contribuito a perfezionarlo non poco, essendo egli sia poeta che citarodo. Frinide di Mitilene lo innovò: infatti aggiunse l’esametro alla parte libera e si servì di più di sette corde. In seguito Timoteo lo portò alla forma attuale.
