(201-213 d.C.)

Quattro frammenti di una stele di marmo bianco, con resti di un frontone. Probabilmente un’incassatura per il falcetto era ricavata nell’angolo inferiore destro, oggi perduto.

 

 

Edizioni

BSA XII, p.369,24; BSA XIV, p. 96,24; IG V,1, 313; AO 70

 

 

                        [ἀ]γαθῇ τ[ύχῃ].

              . . . οσιλλμ — — —

      [ἐπὶ πα]τρονό(μω) [Μάρ(κω) Αὐρη-]

      λίω Κλεά̣]νδρω τ̣ῶ καὶ Μ-

5    [ηνίω νικάαρ] μῶαν, κε-

      [λοῖαν, κασ-]

      σ̣η̣ρ̣α̣[τό-]

      ριν Ἀρτ[έ-]

      μιτι Βωρσέ[ᾳ]

10   ἀνέσηκε.

 

 

Traduzione

Con buona fortuna.

...

... sotto il patronomato di Marco Aurelio Kleandros, detto anche Menios, vincitore nella moa, nella keloia, nel kattheratorion, dedicò ad Artemide Orthia.